La cantina

L'INIZIO

Quando mio nonno Mario incominciò a “ fare cantina “ l’uva veniva raccolta in grosse ceste di vimini, trasportata con un carro trainato dai buoi e pigiata in cantina con i piedi. Tutto il lavoro era manuale, semplice e faticoso. Si era in pieno dopo guerra e tutti cercavano di ritrovare la fiducia e le soluzioni necessarie per costruirsi un futuro migliore. Quella storica povertà, vissuta con la serenità di un contadino, abituato a contare solo sulle proprie forze, motivò a tal punto il mio avo da fargli raggiungere, con non poche fatiche, il sogno di riuscire a trasformare le uve, dei propri vigneti, in vino genuino e gradevole, da subito apprezzato da amici e parenti. L’avvento delle macchine agricole e la loro evoluzione permisero successivamente a mio padre Alfiero di proseguire e incrementare l’attività, agricola e produttiva, iniziata anni prima, dal nonno.

L’EVOLUZIONE AGRICOLA

L’avvento delle macchine agricole e l’evoluzione delle attrezzature enologiche sono state di grande aiuto sia nella lavorazione dei vigneti che nella lavorazione e nella gestione dei vini prodotti in cantina. Evoluzione che non mi ha comunque mai distolto da quelli che ritengo siano veramente i pilastri portanti del nostro lavoro. La buona cura della vite, la potatura “corta” che permette di non indebolire la pianta, evitando le produzioni eccessive chiaramente di qualità inferiore, lo sfoltimento manuale intermedio per dare possibilità ai grappoli di abbeverarsi di sole, la maturazione ottimale degli acini che si devono arricchire di zuccheri, sono solo alcune delle attenzioni che nella nostra Azienda dedichiamo, alle nostre uve, consapevoli come siamo che solo da un buon prodotto di partenza si possano ottenere ottimi vini.

L’EVOLUZIONE ENOLOGICA

E’ ovvio che una moderna produzione non possa esimersi dall’utilizzare attrezzature più moderne. Senza un adeguato filtraggio i vini produrrebbero eccessivi residui di fondo, così come succedeva nelle vecchie bottiglie prodotte da mio nonno. Questo, oggi non è più visivamente accettabile. La stessa cosa possiamo dire per le vecchie botti di legno, incrostate di residui, e quindi spesso foriere di retrogusti che renderebbero imbevibili anche i vini migliori. Il vino, per sua natura sensibilmente vivo, deve essere sempre e comunque protetto al meglio da odori e sapori estranei perché tende ad assorbire tutto quanto lo circonda. L’utilizzo di botti di legno nuove chiamate “barriques”, usate per affinare il vino, migliora spesso il gusto, così come la perfetta pulizia dei recipienti in acciaio inox e di tutte quante le procedure igieniche di pulizia dei locali e delle attrezzature risulta essere fondamentale. Le attrezzature enologiche moderne come botti in acciaio, filtri, pompe ecc. ecc., svolgono quindi una funzione igenica e protettiva molto importante nella lavorazione di un buon vino perchè gli permettono di mantenere le sua integrità e la sua genuinità.

L’EVOLUZIONE CHIMICA

Mi sento di fare una differente considerazione a riguardo l’evoluzione della chimica enologica, della quale ho un certo timore per come tenta, in modo suadente, di corrompere i miei principi di base. Per mia natura non ho nessuna intenzione di trasformarmi in un moderno Mago Merlino che si trastulla tra i suoi alambicchi fumanti e gorgoglianti. Il mio credo rimane quello di riuscire a produrre vini buoni e, quanto più possibile, genuini. Detto questo non voglio certo assurgermi a paladino di una vecchia retroguardia di cantinieri ligi alle tradizioni in disuso. La moderna enologia va gestita, non subita. I venditori di queste mirabolanti sostanze chimiche sostengono che il mercato oggi richiede vini trasparenti, stabili, abboccati, vellutati ecc. ecc., e che questo si può ottenere solo con l’aiuto della chimica. Non posso negare che questo utilizzo massiccio della chimica possa essere indispensabile alle grandi aziende vinicole che vendono milioni di bottiglie in Italia e nel mondo. Questa è la loro realtà, ma non è la nostra !

LA NOSTRA REALTÀ

La responsabilità, che mi vede da qualche anno parte attiva dell’azienda di famiglia,

non mi permette di dimenticare quelli che sono stati i principi fondamentali di serietà e di professionalità,

che da sempre hanno caratterizzato la nostra azienda. La mia filosofia di base ripropone in fondo quello

che era l’obbiettivo iniziale di mio nonno, riconducibile oggi principalmente a tre grandi sogni;

Trasformare le uve prodotte dai miei vigneti, in vini buoni e genuini con serietà e passione,

imbottigliare e vendere questi vini, ad amici vecchi e nuovi che li sapranno apprezzare e vivere una vita serena

con la mia famiglia ed i miei amici, cercando di dare il mio anche se pur piccolo contributo allo sviluppo del made in Italy.

Questo è quello che faccio ogni giorno da molti anni e che spero di fare ancora a lungo in futuro.

Massimo Comaschi

Cantine Monterosso

di Massimo Comaschi

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